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Per fare della sicurezza stradale uno specchio della civiltà di una comunità bisogna favorire i comportamenti corretti di ogni segmento di mobilità, ma soprattutto occorre ridare peso ai valori in gioco.

L’assurdo tributo di vite umane che viene pagato ogni anno per la circolazione nelle strade italiane viene considerato come una sorta di calamità naturale, il doloroso ma inevitabile prezzo da pagare per garantirsi la libertà di spostamento e lo sviluppo economico di un territorio. E’ quindi questa visione fatalista che va anzitutto combattuta per ristabilire al più presto il primato della salute e dell’integrità fisica di ogni essere umano. Questo l’obiettivo che ci siamo posti nel sviluppare e realizzare “Segnali di Vita”, “A Ciascuno il Suo” e la campagna più recente, “Incroci di Vita”.

Incroci di Vita – la campagna 2016

A completamento di un percorso impostato dalle campagne “A Ciascuno il Suo” e “Segnali di Vita”, volto a consolidare i concetti di consapevolezza e responsabilità dell’essere in strada; “Incroci di Vita” si concentra ora sulle singolarità che la attraversano, con un occhio di riguardo all’utenza più debole: gli anziani.

La strada è spazio condiviso, per questo è importante mettere in campo l’empatia oltre che la conduzione tecnica dei veicoli. La capacità di mettersi nei panni dell’altro – che, per età e abitudini, utilizza un mezzo diverso – è fondamentale.
È imprescindibile quindi tenere conto delle altre individualità – in questo caso le più deboli – che si incrociano per strada. Per fare questo, vogliamo mettere in relazione competenze ed esperienza invitando gli utenti a condividere le loro “esperienze di mobilità”.

È prevista una serie di eventi, uno per ogni città capoluogo della Regione, che coinvolgano le Università della Terza Età e che producano un “Notebook dell’intelligenza stradale”, un grande quaderno di appunti che farà la spola tra un evento e l’altro e raccoglierà consigli, impressioni ed esperienze stradali degli anziani. Questo, andrà poi a creare il “Manuale dell’ingelligenza stradale condivisa”, consultabile online, che sarà lo strumento di passaggio delle esperienze raccolte ai più giovani, instaurando un vero e proprio dialogo tra utenti della strada.

 

Segnali di Vita – la campagna 2014

“Segnali di Vita” è la naturale prosecuzione della campagna “A Ciascuno il Suo”. Ne conserva tutto l’impianto strategico e i riferimenti culturali. 

Rimane centrale il concetto di responsabilità che la campagna ha proposto a tutta l’utenza della strada: pedoni, ciclisti ma anche automobilisti. A tutti loro si è chiesto: “che il più forte si prenda cura del più debole!”. Ci siamo appellati a una sorta di regola etica e umanitaria, a un istinto primigenio e antecedente al sistema di regole di convivenza costituito dal Codice della strada. Di fatto l’edizione 2013 della campagna ha offerto un evidente richiamo alle responsabilità di ognuno: in strada si circola meglio e si evitano i pericoli se tutti sono chiamati a fare la loro parte.

“Segnali di Vita” cerca di dare un ulteriore contributo capace di andare oltre l’appello esortativo: l’obiettivo è riportare l’attenzione sulla “carta costituzionale” della mobilità: il codice della strada e il sistema della segnaletica. La campagna 2014 parla ancora all’emisfero razionale dei cittadini, ma segue una via più coinvolgente e comunitaria. L’invito è a “fare squadra” cercando un punto comune e positivo a tutti gli utenti della strada. Questo punto in comune  è la vita umana, supremo bene la cui tutela è nelle mani di tutti.

Il codice della strada è, per questa campagna, una sorta di linea di confine oltre la quale non indietreggiare.

Dietro il rispetto di un segnale stradale ci può essere infatti la vita di una persona, magari di un nostro congiunto. In questo senso la nostra proposta comunicativa “umanizza graficamente” alcuni cartelli significativi per la sicurezza dell’utenza debole al fine di renderli nuovamente degni di attenzione attraverso una serie di prodotti a stampa di grande impatto visivo, ma soprattutto in grado di diventare veri e propri “Segnali di Vita”.

Non potendosi definire il codice della strada appassionante, abbiamo deciso di utilizzare come viatico comunicativo anche il Campionato Mondiale di Calcio previsto tra giugno e luglio del 2014. Lo spot video e la campagna radiofonica prevista dalla campagna giocano infatti sulle corde emotive del gioco più seguito al mondo.

Riportare l’attenzione sui segnali stradali e sul loro rispetto vuol dire ripartire dal grado zero della convivenza in strada. Significa provare a rialfabetizzare gli utenti della strada affinché ritornino a percepirli alla stessa stregua di “farmaci salvavita”.

 

A ciascuno il suo – La campagna 2013

Il titolo della campagna 2013 – “A ciascuno il suo” -, vuole comunicare come sulla strada “A ciascuno la sua parte di responsabilità”. Un titolo che non è solo identico a quello di un romanzo di Leonardo Sciascia, ma anche la traduzione del “suum cuique tribuere” (in italiano: dare a ciascuno il suo), uno fra i principali precetti del diritto romano. Il concetto alla base è che se ciascuno, in strada, metterà la necessaria attenzione e responsabilità il resto verrà da sé, sicurezza stradale inclusa.

Per comunicare l’importanza e la necessità di rifondare una più incisiva cultura della sicurezza stradale sulle nostre strade, abbiamo fatto ricorso alle radici solidaristiche della Regione Emilia-Romagna e le abbiamo traslate sul piano della mobilità.

Serve immaginare la mobilità complessiva del territorio come un ecosistema composto da utenti della strada differenti per vulnerabilità, diffusione e impatto socio ambientale. Ci riferiamo al concetto di Cura o meglio ancora di Cura Reciproca applicata alla strada. Che il più forte si prenda cura del più debole! Ecco la regola semplice che dovrebbe permeare i comportamenti in strada di tutti e che questa campagna intende comunicare con forza.

Come rappresentare “fisicamente” l’idea di Cura? Con un cuscino e nulla più. Un cuscino inteso come simbolo di morbidezza (di Cura appunto) da mettere tra le relazioni che si instaurano tra gli utenti della strada. Si tratta di una sfida importante e ambiziosa anche sul piano culturale: fare in modo che tutti i cittadini della Regione agiscano come una comunità rispettosa capace di cooperare per tutelare tutti e in particolar modo gli utenti più vulnerabili: pedoni e ciclisti innanzitutto; anziani soprattutto.

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