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Le abitudini dei cittadini europei, in tema di mobilità, sono cambiate: la percentuale di chi sceglie una mobilità alternativa all’auto privata, come i mezzi pubblici o la bicicletta, ha superato il 50%. Anche l’Italia ha iniziato a seguire questo cambiamento, dettato da una scelta consapevole, e non di necessità, verso la mobilità sostenibile. La causa non è, infatti, da individuare nella crisi economica: il cambiamento ha iniziato a intensificarsi nella seconda parte del 2014, proprio mentre il prezzo della benzina scendeva. Questa tendenza ha determinato un riversamento sulle strade di nuovi ciclisti e pedoni in numero tale da cambiare le vecchie dinamiche dove era l’automobile ad avere un ruolo centrale anche nell’attenzione in strada.

Fatta questa premessa, è utile soffermarsi sui dati riguardanti l’incidentalità stradale nel nostro paese. Se è vero che il numero dei morti per incidente stradale nel 2014 è calato dello 0,6% rispetto al 2013 e quello dei feriti del 2,7% (con una diminuzione anche nei costi, che vanno dai circa 18 miliardi di euro a fronte di un totale di circa 24,34 miliardi nel 2013 e di una media di oltre 30 miliardi negli anni precedenti); è anche vero che la mortalità stradale è aumentata nelle città, del 5,4%. Nei centri urbani si concentra il 75,5% degli incidenti e il 44,5% dei morti, ed è aumentato il numero di decessi tra pedoni (578, +4,9% sul 2013) e ciclisti (273, +8,8%), con un maggior coinvolgimento degli over 65.

Secondo uno studio realizzato dalla Fondazione Unipolis, “il calo significativo del numero dei morti negli anni scorsi è dovuto ad una riduzione molto più elevata, pari al 55%, nelle fasce di età più giovani (fino ai 64 anni), rispetto a quelle più anziane (oltre 65 anni), che è stata solo del 17%. Ma c’è di più, ed è il motivo per cui occorre porre l’attenzione sugli anziani, cominciando fin da oggi a esaminare e comprenderne le difficoltà sulle strade: “per il solo effetto dell’invecchiamento della popolazione, nel 2040 non solo non si avrà una riduzione del numero dei morti sulle strade, ma addirittura un incremento di quasi il 12%”.

È con l’intenzione di indicare una nuova direzione da seguire che la Regione Emilia Romagna ha deciso di promuovere le campagna “Segnali di Vita” – anno 2014 – e “A ciascuno il suo” – anno 2013 –, con la convinzione che sia quanto mai necessario, oltre che proficuo, investire sul bene comune più prezioso: la salute e il diritto all’incolumità di ogni persona. A queste, si aggiunge oggi una campagna destinata proprio agli over 65, gli utenti più deboli della strada: “Incroci di Vita”.

  • Il contesto nazionale e regionale

Così come accade a livello nazionale, anche in Emilia-Romagna si conferma la tendenza ad una riduzione della mortalità non ripartita in modo omogeneo tra tutti gli utenti della strada: il calo marcato raggiunto dagli automobilisti non trova riscontro nei ciclisti e nei pedoni. Infatti,a partire dal 2001, a fronte di un calo del 58,5% delle morti tra automobilisti e motociclisti (motocicli + ciclomotori), si assiste a un aumento del 36,5% degli incidenti mortali accaduti a pedoni e ciclisti.

In questa cornice, fonti del 2014 della Eurostat – Regional Demographic Statitstics rilevano che l’indice di vecchiaia della Regione Emilia Romagna è di 171,54; dato che la colloca nella categoria delle regioni più vecchie d’Europa (quelle che hanno un indice di vecchiaia pari o superiore a 153,36).
Per questo, è necessario accendere l’attenzione anche sugli utenti over 65 della strada, considerati gli “utenti deboli”.

La Regione Emilia-Romagna, a differenza del Paese preso nel suo complesso, ha già raggiunto l’obiettivo europeo di dimezzamento del numero di morti entro il 2010 con un trend in costante discesa che ha però visto una battuta d’arresto nel 2011. Il trend è tornato ad essere in sensibile discesa nell’anno 2012, nella nostra regione il quadro delle vittime è infatti calato: 376 persone hanno perso la vita, 24.823 sono rimaste ferite. Questo sta ad indicare che il lavoro per salvaguardare la vita umana sulle strade regionali sta dando buoni frutti, ma la strada è ancora lunga. 

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Incidenti, morti e feriti in Italia e in Emilia-Romagna (valori assoluti) aggiornati al 2013


Per non sottrarsi all’ulteriore dimezzamento nel periodo 2011-2020 richiesto dal 4° Programma Quadro della Comunità Europea la Regione Emilia-Romagna ha deciso perciò di promuovere un intervento specifico in tema di sicurezza stradale concentrando l’attenzione sulla cosiddetta “utenza debole”, ciclisti e pedoni, in quanto è proprio su questo segmento della mobilità che si evidenziano le maggiori criticità. Come seguito naturale delle campagne precedenti, quindi, prende ora piede una campagna dedicata agli utenti over 65: “Incroci di Vita”.Fonte: Istat (2001-2012), Progetto MIStER (2012)

Prendendo in considerazione pedoni e ciclisti e andando ad analizzare le fasce di età più a rischio si nota inoltre immediatamente un chiaro elemento di criticità nella “categoria pedone” d’età over 65 sull’anno 2012: il 72,7% dei pedoni morti avevano più di 65 anni (contro il 50% relativo al 2011). La categoria “ciclista over 65”, pur rimanendo la fascia d’età più a rischio per i ciclisti, denota un miglioramento: se nel 2011 la mortalità si attestava sul 75% nel 2012 si abbassa al 70,2%.

Un contesto in cui i nuovi e futuri “attori stradali” siano consapevoli delle esigenze altrui e degli effetti delle proprie scelte.

Utente

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

Autovettura

462

424

388

340

297

243

243

214

174

160

157

165

Motociclo

80

96

99

95

132

98

106

119

95

91

89

71

Ciclomotore

59

45

48

47

35

25

32

26

10

12

16

14

Velocipede

63

70

67

73

78

73

61

53

51

50

59

47

A piedi

98

95

100

70

51

67

44

68

67

65

49

55

Fonte: Istat (2001-2012), Progetto MIStER (2012) – Emilia-Romagna

Pedoni e ciclisti, morti e feriti per classe di età (2012)

Pedoni

Ciclisti

Età

Morti

Feriti

Morti

Feriti

00-17

1

228

1

333

18-39

4

437

2

1.030

40-64

9

490

10

1.190

65 e oltre

40

496

33

850

Imprecisata

1

9

1

0

Totale

55

1.660

47

3.403

Fonte: Progetto MIStER (2012) Emilia-Romagna

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